Tuesday, September 25, 2007

Il premier da New York: «Trovato l'accordo, Dini resta»
Accolta la richiesta del leader di Rinnovamento italiano che aveva espresso riserve sulla politica dell'esecutivo
STRUMENTI
Prodi all'Onu (Ansa)
Prodi all'Onu (Ansa)
NEW YORK
- Nella Finanziaria 2008 non saranno toccate le rendite finanziarie. Lo ha assicurato il presidente del Consiglio, Romano Prodi, da New York, precisando però che non ha rinunciato ad affrontare il tema nel prossimo futuro. Il premier ha manifestato questo orientamento dopo un colloquio con il presidente della Commissione Esteri del Senato Lamberto Dini.

«DINI RESTA» - Un faccia a faccia di 90 minuti di rinnovata fiducia dopo che, nei giorni scorsi, Dini aveva manifestato riserve sulla politica dell'esecutivo troppo schiacciata «sull'estrema sinistra». «Lamberto Dini mi ha assicurato che è parte forte e costante del centrosinistra» ha riferito il premier al termine dell'incontro assicurando che con Dini non ci sono più problemi e si troverà anche «un accordo per la Finanziaria». Un accordo che si basa anche sull'assicurazione, ha riferito il premier, che nella manovra economica 2008 non saranno toccate le rendite finanziarie, così come chiedeva il leader di Rinnovamento italiano. Un colloquio così cordiale che avrebbe portato Dini, presidente della Commissione Esteri del Senato, a dire - secondo quanto ha riferito Prodi - che «almeno in un futuro non ci sarebbero ragioni perché non si possa entrare nel Partito Democratico».

RENDITE FINANZIARIE - Sul capitolo delle rendite finanziarie Prodi è stato netto: non saranno toccate in questa manovra. «Però avremo tempo di pensarci. Ma in un periodo di turbolenze finanziarie la saggezza dice di non toccare un capitolo così sensibile ed è meglio lasciare un periodo di serenità ai mercati», ha spiegato. Il premier ha precisato che non ha rinunciato a questo tema, ma che una tassazione delle rendite diversa dall'attuale «va fatta nel momento e nei modi in cui si hanno i maggiori benefici». Dopo aver ribadito che resta «fiducioso» rispetto al vertice di maggioranza di mercoledì, Romano Prodi ha sottolineato che non si può blindare il testo della manovra: «Le linee generali è chiaro che fanno parte dell'accordo, ma - ha affermato - le linee particolari no; mica si può proibire al Parlamento di cambiare, di fare emendamenti o di modificare le proposte del governo».
25 settembre 2007

...Guido Cavalcanti

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